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giovedì 13 agosto 2020

Covid 19. Che possiamo fare davvero?

 Il covid è reale. Esiste e uccide, se il corpo non è sano. E anche chi sopravvive, ha danni permanenti.

 Ho una sorella medico che è stata all'inferno per mesi.

Quindi sono perfettamente d'accordo nel limitare i danni: indossare la mascherina in luoghi chiusi, limitare le visite a parenti e amici per il loro bene, curare il corpo, essere puliti, rispettare le regole basilari dell'igiene personale.

Ma invece di volgere in positivo la disgraziata presenza di questo virus, che non è assolutamente casuale, (solo a chiedersi perché sia successo ora è già una risposta) si è creato solo un gran caos; se i luoghi di socialità sono "out," benissimo, dedichiamoci allo studio, all'ascolto musicale, alla lettura, alla visione di pellicole degne di questo nome.

Vediamo pochi sinceri amici, dialoghiamo con sincerità, invece di buttarci in luoghi rumorosi dove impera la gozzoviglia fine a se stessa. Dedichiamoci alle nostre famiglie dove il dialogo è troppo spesso sostituito dai telefonini. Dedichiamoci alla cultura che non è sostituibile con la tecnologia.

I giovani avrebbero potuto ritrovare la loro anima più vera. 

Covid, nella sua disgrazia, avrebbe potuto far capire che era necessario cambiare prospettive economiche, evitare gare di produzioni, sostituire il benavere col benessere autentico. Invece ha generato una serie di equivoci, cattiverie, ha estremizzato le persone, ha monopolizzato le informazioni, ha separato invece di unire e far pensare.

Che la terra sia lieve a chi non c'è più e possa il Bene illuminare chi è ancora qui e sopravvive nella cattiveria e nell'equivoco. Che Dio ci perdoni; a distanza di più di 2000 anni siamo gli stessi: non sappiamo ciò che facciamo.


domenica 9 agosto 2020

Covid e riflessioni

 Covid è arrivato e ha falciato troppe vite: chi innocente, chi eroe, chi colpevole.

Ora mi chiedo: ma se dobbiamo stare distanti, se dobbiamo isolarci e stare rinchiusi in casa, se tutte le dinamiche culturali e sociali sono avvilite, la scuola è distrutta, l'arte è distrutta, se non possiamo viaggiare, in realtà siamo già morti. E allora perché sono tutti così preoccupati di morire?


Io non ho paura. Se mi ammalerò pazienza, tanto a chiudermi in casa senza poter fare il mio vero lavoro, senza poter amare, guardando i miei figli senza né futuro né presente, sono già morta: esistere in quel modo non mi interessa. Forse interessa solo ai falliti. Tanto quelli non hanno mai capito il senso della vita, l'hanno confusa con una sopravvivenza a tutti i costi, privata del Senso.


 Mi interessa solo l'anima, e quella la voglio proprio salvare. Confido in un mondo migliore nell'aldilà. Ho la certezza dell'Oltre e ho nostalgia della Casa del Padre.

Ho fatto quel che ho potuto per realizzare un paradiso in terra, ci sarebbe voluto poco da parte di tutti. 

Ma tutti non è molti e nemmeno pochi.

lunedì 24 febbraio 2020

NOTHING SPREADS LIKE FEAR



Paesi economicamente forti in ginocchio.
Lavoro in remoto.
Umanità nel panico.
Somme ingenti spese.
Dai, dite la verità, bastardi nella stanza dei bottoni: era tutto calcolato da anni!
Ma non avete fatto i conti con l'altra faccia del mondo che ci crede nell'umanità, che ha dei valori, che lotterà e vincerà, nel nome di Dio e dell'Uomo, della Morale, della Vita!